CONTRIBUTI FONDI INTERPROFESSIONALI

FONDIMPRESA Avviso 2/2019 – PMI Contributo Aggiuntivo

Con il nuovo Avviso 2/2019 FONDIMPRESA ha stanziato 20 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi aziendali o interaziendali rivolti ai lavoratori delle PMI aderenti al fondo e che hanno le seguenti caratteristiche:

  • presenza di un saldo attivo nel proprio conto formazione;
  • aver maturato un accantonamento medio annuo, al lordo di eventuali utilizzi, non superiore a 10.000,00 €;
  • non aver presentato piani a valere sull’Avviso 2/2018;
  • non essere beneficiari di contributi Fondimpresa di piani finanziati, dopo il 31 dicembre 2018, sugli Avvisi di Conto Sistema.

 

Il contributo aggiuntivo concesso (da sommare al disponibile sul conto aziendale) si calcola sulla base del maturando dell’azienda e può avere un valore compreso tra 1.500,00 e 10.000,00 euro.

Contattaci al più presto per definire il tuo piano!

La domanda può essere presentata a partire dal 17 febbraio 2020.

info@framyx.com

Quali sono gli effetti della digitalizzazione sulla salute

Quali sono gli effetti della digitalizzazione sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro?

L’immenso potenziale delle tecnologie digitali sta cambiando il luogo di lavoro; ma quali sono le ripercussioni per la salute e la sicurezza dei lavoratori? La nostra nuova brochure fornisce una panoramica dei nostri lavori in corso sulla digitalizzazione – tra cui un recente progetto di previsione – e il suo impatto sulla salute e sicurezza sul lavoro (SSL).

L’opuscolo mette in evidenza come si potrebbe ridurre al minimo il potenziale negativo delle conseguenze della digitalizzazione in materia di SSL. Inoltre, mostra come si possono utilizzare le tecnologie digitali per migliorare la prevenzione sul luogo di lavoro.

Il credito d’imposta formazione 4.0 è stato prorogato anche

La misura conferma sostanzialmente la disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2019, riconoscendo uno sconto fiscale calcolato sul costo dei dipendenti per le ore occupate in attività formative inerenti alle tecnologie di Industria 4.0.

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto tuttavia alcune importanti modifiche che è necessario considerare per chi fosse interessato ad usufruire del credito d’imposta, e che descriviamo brevemente di seguito.

  • Nessuna necessità di accordo sindacale

Dal 2020 non sarà più necessario che le attività formative vengano regolate tramite contratto di II livello. Viene quindi eliminato l’obbligo di firma e deposito dell’accordo sindacale. Le imprese che si avvarranno del beneficio fiscale dovranno però effettuare una comunicazione al Ministero, i cui contenuti, modalità di invio ed eventuali limiti temporali verranno definiti tramite successivo decreto.

  • Diversi limiti per medie e grandi imprese e aumento della percentuale per la formazione di lavoratori svantaggiati

Pur rimanendo invariata le percentuali di credito esigibile a seconda della dimensione dell’impresa, cambia il limite massimo annuale ammissibile per medie e grandi imprese. Di conseguenza il credito d’imposta per l’anno 2020 sarà calcolato come di seguito:

  • Per le piccole imprese, il credito d’imposta è attribuito nella misura del 50% delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di euro 300.000.
  • Per le medie imprese il credito d’imposta è attribuito nella misura del 40% delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di euro 250.000.
  • Per le grandi imprese il credito d’imposta è attribuito nella misura del 30% delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di euro 250.000.

Indipendentemente dalla dimensione dell’impresa inoltre, il credito aumenta al 60% per i lavoratori dipendenti svantaggiati.

  • Gli ITS inseriti fra i soggetti formatori esterni ammissibili

Ai soggetti esterni all’impresa titolati a svolgere le attività di docenza stati aggiunti gli Istituti Tecnici Superiori. Aumenta quindi la possibilità per le imprese di inserire nel progetto formativo da finanziare tramite il credito d’imposta l’attività di formazione svolta da soggetti esterni.

  • Limiti per l’accesso al beneficio fiscale

In aggiunta al già presente limite per le imprese considerate “in difficoltà” ai sensi del regolamento 651/2014, non saranno ammesse al credito d’imposta le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2 del D.Lgs. 231/2001. Per accedere al credito d’imposta inoltre le azienda dovranno risultare in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori.

Se vuoi verificare l’opportunità di formare il capitale umano sulle competenze 4.0, chiamaci.

 

Controlli sul corretto fissaggio del carico dei veicoli

In caso di violazione dei requisiti di sistemazione del carico viene considerata la responsabilità dei vari soggetti della filiera dell’autotrasporto: in prima battuta il caricatore e in casi specifici il vettore, il committente e il proprietario della merce

La Direzione Centrale per la Polizia Stradale del Ministero dell’Interno ha recentemente diffuso una Circolare – Circ. n. 300/A/9133/19/108/5/1 – indirizzata agli organi di Polizia e contenente indicazioni operative per i controlli sul carico dei veicoli industriali, identificando sanzioni e corresponsabilità del caricatore.

La Circolare ha finalità di chiarimento in merito ad alcuni aspetti attuati dal Decreto del ministero dei Trasporti numero 215/2017 e di lettura omogenea in tutta l’Unione Europa delle disposizioni relative ai controlli sul fissaggio del carico dei veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.

I temi affrontati nella circolare sono:

  • Corretta sistemazione del carico, per evitarne la fuoriuscita dal vano o addirittura il ribaltamento del veicolo
  • Soggetti incaricati dei controlli e delle sanzioni: oltre agli ispettori del ministero dei Trasporti, anche gli agenti della Polizia stradale possono contestare una violazione, individuata da carenze macroscopiche (es. “carico disposto su un lato e non bilanciato, assenza di cinghie o catene dove previste, cinghie o catene prive di etichetta di omologazione o etichette non leggibili”)
  • Violazioni al Codice della Strada e verifica della responsabilità degli altri soggetti della filiera dell’autotrasporto, a partire dal caricatore che può escludere la propria responsabilità qualora compili una corretta check list conforme ai protocolli del carico secondo la norma UNI EN 12195-1
  • Perdita del carico in caso d’incidente stradale e acquisizione di documentazione fotografica e descrittiva dettagliata dello stato della merce e dei sistemi adottati per l’ancoraggio.

Fonte: Trasporto Europa

Responsabilità ambientali e deleghe

Quale differenza tra delega e conferimento di incarico? Lo dice la cassazione.

Con una recentissima sentenza (n. 47822 del 25 novembre 2019) la III sezione penale della Cassazione è intervenuta su un tema estremamente importante nel campo delle responsabilità ambientali, chiarendo che, a differenza della delega che comporta il subentro del delegato nella posizione di garanzia che fa capo al delegante a condizione che il relativo atto di delega sia espresso, inequivoco e certo ed investa persona tecnicamente capace, dotata delle necessarie cognizioni tecniche e dei relativi poteri decisionali e di intervento fermo restando, comunque, l’obbligo di vigilanza sul corretto esercizio della delega, il conferimento dell’incarico mantiene, invece, inalterati i poteri così come gli obblighi gravanti sul titolare della posizione di garanzia che risponde in prima persona dell’inosservanza degli obblighi connessi alla carica, comunque derivanti dal mancato esercizio dei relativi doveri di controllo delle attività demandate ai terzi.

Nella specie, come del resto già in precedenza affermato dalla stessa Cassazione, è stato ulteriormente puntualizzato che l’amministratore di diritto di una società risponde del reato di gestione non autorizzata di rifiuti anche nel caso in cui la gestione societaria sia, di fatto, svolta da terzi, gravando sul primo, quale legale rappresentante, i doveri positivi di vigilanza e di controllo sulla corretta gestione della medesima società in virtù della carica ricoperta.

X