Formazione finanziata: attenzione alle scadenze Fondimpresa

Scadenza del termine per l’utilizzo dei versamenti trasferiti dall’INPS nel 2017, disponibili sul Conto Formazione aziendale presso Fondimpresa

Le aziende che aderiscono a Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale per la formazione continua, sono vincolate da regolamento ad utilizzare le risorse del proprio Conto Formazione entro e non oltre i due anni successivi all’accantonamento.

Presentare uno o più piani formativi online entro il 31.12.2019 permette di non perdere le risorse in scadenza accumulate fino al 31.12.2017 e non ancora utilizzate.

Ricordiamo che i corsi di formazione previsti nei piani formativi possono essere erogati nell’arco del 2020 (o prima se c’è la necessità).

L’importo non utilizzato entro il 31 dicembre 2019 sarà spostato – come da Regolamento del Fondo – dal Conto Formazione dell’Azienda al conto collettivo con il quale Fondimpresa finanzia, tramite Avvisi, la formazione su tematiche prioritarie per la generalità delle imprese aderenti.

 

Contattaci gratuitamente per qualsiasi chiarimento e informazione riguardo il conto formazione e la disponibilità di risorse!.

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OT….. anno 2020: quali novità?

Come confermata è l’oscillazione del tasso (si legge a pagina 9 dell’opuscolo “LE TARIFFE DEI PREMI Le principali novità” pubblicato da INAIL) per le aziende con almeno due anni di vita. Restano invariati anche i criteri di appli-cazione e le percentuali di riduzione in relazione, però, alla dimensione della Posizione assicurativa territoriale (Pat) nel suo complesso e non a quella delle singole voci della Pat. La novità principale riguarda le Pat di nuova costituzione che dal 2019 sono ammesse al beneficio della riduzione solo in seguito all’effettuazione di interventi migliorativi in materia di salute e sicurezza, con ciò superando la distinzione prima esistente tra le aziende con meno o più di due anni di attività. La riduzione per le Pat nel primo biennio di attività è stabilita in misura fissa dell’8%.

Questo – in sintesi – è quanto stabilisce l’art. 23 del decreto interministeriale 27 febbraio 2019 innovativo del T.U. n. 1124/1965, in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Finalmente, oggi ho trovato il nuovo modulo di domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione. Si è fatto attendere come non era successo nei due anni precedenti: 8 maggio nel 2017, 26 giugno (aggiornato il 18 luglio) nel 2018.

Allora leggiamo insieme e vediamo cosa è cambiato rispetto allo scorso anno.

A – Interventi di carattere generale

Poche le novità: 10 interventi erano e 10 sono rimasti. Gli stessi.

Solo qualche ritocco minore nella documentazione probante degli interventi:

  • A-7 e A-8 dove scompare la richiesta di far risultare la conferma della politica approvata precedentemente all’anno di riferimento dal verbale del riesame della direzione;
  • A-9 dove si specifica che il certificato SA 8000 deve essere datato nel 2019 o, se datato in anni precedenti, deve essere in corso di validità per l’intero anno 2019;
  • A-10 dove troviamo la novità di maggior rilievo per questo gruppo. Infatti non è più prevista l’assistenza, psicologica e legale a coloro che siano stati vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro, come azione in attuazione dell’Accordo quadro europeo del 26 aprile 2007. Stessa modifica anche per l’intervento B-13 (B-11 dello scorso anno).

B – Interventi di carattere generale ispirati alla responsabilità sociale

In questo gruppo gli interventi passano da 11 a 14.

Le tre new entry:

  • B-3 per il settore delle costruzioni (L’azienda ha seguito la Prassi di Riferimento UNI/PdR49:2018 “Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni –Linee guida all’applicazione del modello di responsabilità sociale UNI ISO 26000”):
  • B-4 per le micro e piccole imprese (L’azienda ha seguito la Prassi di Riferimento UNI/PdR 51:2018 “Responsabilità sociale nelle micro e piccole imprese (MPI) e nelle imprese artigiane, ovvero imprese artigiane -Linee guida per l’applicazione del modello di responsabilità sociale secondo UNIISO 26000”);
  • B-14 che ha lo stesso testo dell’intervento A-9, cioè SA 8000.

Gli interventi B-1 e B-2 quest’anno garantisco entrambi i 100 punti necessari per inoltrare la domanda (rispettivamente da 80 e 60 punti dello scorso modulo).

Altro inserimento interessante: tra la documentazione probante degli interventi B-8, B-9, B-10, B-11 e B-12, vanno previste evidenze degli indicatori specifici utilizzati per misurare e monitorare il raggiungimento delle attività pianificate e per verificare l’efficacia dell’intervento realizzato. La ditta può anche inviare ulteriore documentazione a supporto della domanda (p.es. tabella di correlazione attività/indicatore di prestazione associato). Previsione assai cara alle norme ISO sui sistemi di gestione che richiedono che le decisioni siano basate su dati di fatto.

C – Interventi trasversali

Anche in questo gruppo aumentano gli interventi tra cui scegliere, da 16 a 19, in questo caso in cosa a quelli preesistenti. Le new entry sono:

  • C-17 → l’azienda ha effettuato interventi finalizzati al reinserimento lavorativo di dipendenti affetti da disabilità da lavoro;
  • C-18 → l’azienda ha fornito un servizio di trasporto casa-lavoro con mezzi di trasporto collettivo integrativo di quello pubblico per i lavoratori che operano in orario notturno (alternativo a C-10);
  • C-19 → l’azienda ha attuato interventi per la protezione dei propri dipendenti dal rischio rapine (installazione di barriere per impedire il contatto fisico con il lavoratore e/o di sistemi di videosorveglianza e di sistemi di allarme con chiamata alle forze dell’ordine e/o miglioramento dell’illuminazione artificiale nella struttura e nelle aree annesse).

Tra gli altri aspetti da mettere in evidenza in questo gruppo di interventi cito:

  • un aumento di punti riconosciuti – anche come cambio fascia per alcuni gruppi di tariffa – per gli interventi C-4, C-6, C-14 e C-15;
  • la precisazione che nelle aziende con meno di 15 lavoratori, il RLS deve aver partecipato alla riunione periodica (intervento C-3);
  • tra la documentazione probante dell’intervento C-4 (analisi dei quasi infortuni) viene aggiunto l’elenco dei quasi infortuni rilevati nell’anno;
  • nell’intervento C-7 si specifica la tempistica per la verifica dell’efficacia della formazione (successivamente secondo una tempistica prestabilita dalla procedura in modo tale che la verifica successiva sia svolta non prima di 2 mesi rispetto alla verifica di fine corso);
  • nelle note e nella documentazione probante per l’intervento C-13 (prevenzione dell’uso di sostanze psicotrope o stupefacenti o dell’abuso di alcol) si chiede – in aggiunta – che ai lavoratori consegnato del materiale informativo. Stessa previsione per l’intervento E-4per la prevenzione dei disturbi muscolo scheletrici.

D – Interventi settoriali generali

In questo caso, gli interventi sono gli stessi dello scorso anno.

Ciò che balza subito all’occhio, è la specifica del settore di appartenenza delle tariffe a cui vengono riconosciuti gli interventi: I = Industria, A = Artigianato, T = Terziario e AA = Altre Attività. Quindi se una voce di tariffa è presente in ognuno dei quattro settori, non necessariamente è ammessa al beneficio per tutti questi. la stessa modifica vale per gli interventi del gruppo E.

L’unica modifica negli interventi riguarda il D-1 (settore delle costruzioni): l’asseverazione del modello organizzativo e gestionale può essere effettuata in conformità, oltre che alla prassi UNI/PdR 2:2013, anche alla norma UNI 11751-1 “Adozione ed efficace attuazione dei Modelli di Organizzazione e Gestione della salute e sicurezza sul lavoro (MOG-SSL) –Parte 1: Modalità di asseverazione nel settore delle costruzioni edili o di ingegneria civile” (alla cui pubblicazione INAIL ha dedicato oggi una news sul suo sito internet).

E – Interventi settoriali

Oltre agli aspetti di novità comuni con gli interventi del gruppo D, segnalo:

  • Intervento E-17 → da questa misura sono escluse le aziende di cui all’art.3 comma 2 del d.m. 10/3/98 e anche gli impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti (io la interpreto così, perché la sintassi non è molto chiara…);
  • Intervento E-18 per la sicurezza nei lavori in quota → viene inserita la seguente nota: Gli ancoraggi oggetto dell’intervento devono essere compresi tra quelli di cui alla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 3 del 13/02/2015 che non seguono il lavoratore alla fine del lavoro, ma restano fissati alla struttura, ancorché taluni componenti del sistema siano “rimovibili”, perché ad esempio avvitati a un supporto.Gli ancoraggi devono essere fissati permanentemente “su” o “nella” struttura/opere di costruzione costituenti i luoghi di lavoro di cui il datore di lavoro dell’impresa richiedente ha la disponibilità giuridica.
  • Intervento E-24NEW ENTRY INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RUMORE: l’azienda ha insonorizzato uno o più ambienti di lavoro (cioè ha fatto ricorso a pannelli fonoassorbenti, cabine, cappottature, schermi acustici, separazioni, silenziatori, sistemi antivibranti e/o trattamenti ambientali).

La domanda per la riduzione del tasso è il momento per pensare alla prevenzione, con la consapevolezza che è un punto di partenza, che deve essere costruito su basi solide. Quindi, oltre alla raccolta dei punti necessari, è l’occasione per valutare il grado di conformità alle normative di base per la salute e sicurezza dei lavoratori. Anche se la guida di compilazione di quest’anno non lo cita, segnalo il questionario di autovalutazione per verificare il livello di conformità alle principali norme inerenti alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, utile come spunto di riflessione (oltre di verifica dei presupposti applicativi della riduzione del tasso).

Differenziata: 10 consigli per imparare a buttare i rifiuti

Dove vanno conferiti gli scontrini o i biglietti dell’autobus? Dove le scarpe vecchie o i farmaci? Un decalogo ti ricorda dove e come vanno buttati i tuoi rifiuti

Quanti dubbi sulla raccolta differenziata! In Italia purtroppo non ci sono regole uniformi, in ogni città esistono modalità di raccolta diverse. Ecco alcune regole generali che possono essere comunque utili:

1. Piegate o appiattite sempre tutto quello che potete, per diminuire il volume dei rifiuti.

2. Nei cassonetti per la carta potete buttare carte e cartoni e oggetti di cellulosa di tutti i tipi, basta che non siano sporchi o unti , ma non raccolti in buste di plastica! Tovagliolini o fazzolettini usati, carta oleata, scontrini (carta termica) vanno nell’indifferenziato;

3. Nei cassonetti per plastica, alluminio e vetro potete buttare bottiglie, barattoli, buste, flaconi, vaschette in vetro, plastica, alluminio e polistirene , tubetti (maionese, dentifricio, ecc.), carta stagnola, piatti e bicchieri di plastica ripuliti, bombolette spray (non se sull’etichetta c’è il simbolo Tossico o Infiammabile). Non buttate terracotta, bacinelle, ceramica, porcellana, cristallo, giocattoli, lampade e lampadine , cristallo, pyrex;

4. Nei cassonetti per l’indifferenziato, potete buttare plastiche non riciclabili, carta oleata o plastificata, piatti e bicchieri di plastica sporchi , pannolini e assorbenti igienici, giocattoli, gomma, stracci, ceramica, porcellana, cristallo, pyrex. Non buttate: sostanze liquide, farmaci scaduti (portarli in farmacia), vernici , materiali pericolosi, pile e batterie d’auto, rifiuti ingombranti, sostanze tossiche, calcinacci, pneumatici, cartucce toner, inchiostri ink jet, solventi , materiali elettrici o elettronici ( tutti questi materiali vanno portati all’isola ecologica);

5. Nel caso (fortunato) che nella vostra zona ci siano i cassonetti per l’umido o organico, si possono buttare : avanzi di cibo, pane vecchio, gusci d’uovo, scarti di frutta e verdura, carne, pesce, ossa, fondi di caffé, filtri di tè, camomille e tisane, salviette di carta unte, fazzoletti e tovaglioli di carta non stampati, ceneri ben spente di caminetti, alimenti avariati o scaduti, lettiere dei gatti, piante e vegetali in genere, potature di piante, erba tagliata (tutte cose che per i “meno fortunati” andranno a finire nell’indifferenziato)

6. L’olio della frittura o comunque l’olio esausto , non va buttato nel lavandino (un litro di olio rende non potabile circa un milione di litri di acqua!) va messo in un contenitore ben chiuso e portato in discarica;

7. Indumenti, scarpe, coperte ecc. in buone condizioni, vanno chiusi in sacchi di plastica e messi negli appositi raccoglitori, se in cattive condizioni , con l’indifferenziata.

8. Gli elettrodomestici usati vanno consegnati ai rivenditori quando se ne compra uno nuovo (che sono obbligati a ritirarli – RAEE uno contro uno) altrimenti portati all’isola ecologica;

9. Rifiuti ingombranti, mobili, materassi e cuscini, computer e periferiche, impianti elettronici, legno, inerti, materiali pericolosi, tossici e infiammabili, batterie per auto e moto, cellulari , vanno conferiti all’isola ecologica.

10. Nel dubbio, non lasciate materiali o rifiuti vicino ai cassonetti, fate un piccolo sforzo e portateli alla più vicina isola ecologica, ce ne sono tante su tutto il territorio nazionale , basta cercare su internet, in genere sono aperte anche la domenica.

Rimozione protezioni e responsabilità datore di lavoro

Il datore di lavoro (DDL), definito dal D.lgs. 81/2008 come il “soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore” e che ha “la responsabilità dell’organizzazione stessa dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa”, è destinatario di numerosi obblighi introdotti dal Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

DDL e sistemi di protezione: quali obblighi?

Tra gli obblighi in capo al DDL, sanciti dall’art. 71 del D.lgs. 81/2008, vi è quello di verificare la sicurezza delle macchine presenti nella propria azienda e rimuovere tutte le potenziali fonti di pericolo alle quali possono essere esposti i lavoratori durante l’utilizzo di una macchina. Ciò significa che il DDL ha la responsabilità di verificare che le macchine presenti in azienda siano tutte dotate di apposite protezioni atte a rimuovere potenziali situazioni di pericolo e, laddove non fossero presenti, ha l’obbligo di installarle. Non solo, ma ha anche l’obbligo di vigilare che i propri lavoratori non rimuovano i dispositivi di protezione installati.

Alla luce di quanto detto, in moltissime circostanze, confermate anche da diverse sentenze della Corte di Cassazione, il DDL viene spesso ritenuto responsabile di infortuni occorsi ai propri lavoratori.

“Io non ne ero a conoscenza”

Cosa succede, però, nel caso in cui si verifichi un infortunio a causa della rimozione delle protezioni di un’attrezzatura di lavoro di cui il DDL non ne era a conoscenza? Viene ritenuto ugualmente responsabile?

Per rispondere a questa domanda prendiamo come riferimento una recente sentenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 20833 del 15/05/2019).

Tale sentenza fa riferimento ad un incidente occorso ad un lavoratore a causa della rimozione di un dispositivo di protezione su un macchinario.

La Corte d’appello di Milano aveva confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Milano con la quale il DDL dell’azienda era stato condannato in relazione all’infortunio del lavoratore.

La prassi scorretta

Secondo la Corte d’appello di Milano, il DDL, pur mettendo a disposizione dei propri operatori una macchina provvista di tutti i requisiti di sicurezza, doveva essere a conoscenza di una prassi aziendale scorretta che prevedeva l’elusione dei dispositivi di sicurezza. Infatti, secondo le indagini svolte, succedeva spesso che i lavoratori eseguissero le lavorazioni senza le protezioni necessarie, andando a rimuoverle agendo sulle viti di fissaggio inizialmente presenti sulla macchina.

Il sistema di vigilanza

Tuttavia, in azienda erano presenti degli addetti preposti al controllo aventi il compito di vigilare che tutte le lavorazioni venissero svolte in totale sicurezza ma, spesso, le elusioni precedentemente citate venivano messe in atto dai lavoratori di nascosto da tali addetti. Pertanto, secondo la Corte d’appello, in considerazione di questo sistema di vigilanza istituito dal titolare, il DDL doveva essere a conoscenza della prassi sbagliata e, quindi, non avendo messo in atto le dovute contromisure, doveva essere ritenuto responsabile dell’incidente accaduto.

La Corte di Cassazione ha smentito le considerazioni della Corte d’Appello di Milano.

Infatti, secondo la Corte di Cassazione, la Corte d’Appello di Milano ha trascurato un elemento importante: come confermato da un teste, il by-pass dei dispositivi di protezione veniva eseguito dai lavoratori in modo da non essere notati dagli addetti al controllo che non avrebbero tollerato una simile azione omissiva. Questo dimostra come il DDL avesse organizzato un sistema all’interno dell’azienda per verificare e controllare il rispetto delle norme di sicurezza.

Inoltre, anche ipotizzando che tali addetti fossero a conoscenza della rimozione dei sistemi di protezione, non si ricava la certezza che il DDL fosse realmente a conoscenza del fatto. Pertanto, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Milano ed ha invitato la stessa ad esprimersi per un nuovo giudizio, tenendo conto degli aspetti evidenziati dalla Suprema Corte.

Alcune considerazioni…

Con la sentenza citata in precedenza, la Corte di Cassazione ha screditato il principio secondo il quale il DDL debba sempre essere a conoscenza di tutto ciò che avviene nella propria azienda e intervenire ogni qualvolta si verifichino condizioni di pericolo.

La sentenza, però, deve far riflettere i datori di lavoro su diversi aspetti.

Infatti, nonostante il DDL sia stato momentaneamente scagionato dalla Corte di Cassazione, in attesa del nuovo giudizio della Corte d’Appello di Milano, questo non deve far abbassare la guardia ai datori di lavoro in merito agli aspetti relativi alla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Per prima cosa, come sottolineato dalla Corte di Cassazione nella sentenza, si ricorda che il DDL è il responsabile di ogni mancato intervento finalizzato ad assicurare un utilizzo sicuro di tutte le macchine e attrezzature presenti in azienda. Perciò, se la macchina o attrezzatura richiede la presenza di un dispositivo di protezione, il DDL ha l’obbligo di verificare e controllare che tale sistema non venga rimosso o by-passato.

Per di più, se i sistemi di protezione vengono elusi con l’obiettivo di incrementare la produttività aziendale, non può essere in alcun modo esclusa la responsabilità del DDL.

Infine, fa riflettere fino a dove si sia spinta la Corte d’Appello di Milano per rintracciare la responsabilità del DDL. Secondo tale Corte, infatti, il DDL era stato considerato responsabile dell’elusione delle protezioni senza esserne a conoscenza. Pertanto, la responsabilità del DDL non può fermarsi semplicemente alla vigilanza, ma, in caso di rimozione delle protezioni, deve intervenire immediatamente per ripristinarle.

Frasi del tipo “Io gliel’ho detto di utilizzare le apposite protezioni”, oppure “Più di dirglielo mille volte non so cosa fare” non sono motivazioni valide da utilizzare di fronte agli organismi di vigilanza o alla magistratura.

 

 

Certificazione e verifica di impianti e apparecchi, dal 27

Copio dal sito INAIL da questo link: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/sala-stampa/comunicati-stampa/com-stampa-circolare-civa-2019.html

Con la circolare n. 12 del 13 maggio 2019 l’Inail fornisce le istruzioni operative del nuovo applicativo telematico Civa, che a partire dal prossimo 27 maggio dovrà essere utilizzato per richiedere online, sul portale dell’Istituto, i servizi di certificazione e verifica di impianti e apparecchi.

La novità, per il momento, riguarda le richieste relative ai seguenti servizi:

  • denuncia di impianti di messa a terra;
  • denuncia di impianti di protezione da scariche atmosferiche;
  • messa in servizio e immatricolazione delle attrezzature di sollevamento;
  • riconoscimento di idoneità dei ponti sollevatori per autoveicoli;
  • prestazioni su attrezzature di sollevamento non marcate CE;
  • messa in servizio e immatricolazione degli ascensori e dei montacarichi da cantiere;
  • messa in servizio e immatricolazione di apparecchi a pressione singoli e degli insiemi;
  • approvazione del progetto e verifica primo impianto di riscaldamento;
  • prime verifiche periodiche.

Fino al completamento del processo per la gestione online di tutte le prestazioni di certificazione e verifica, ulteriori servizi – come la messa in servizio cumulativa di attrezzature a pressione, la riparazione e la taratura delle valvole – dovranno essere richiesti utilizzando i moduli disponibili sul portale Inail, da inviare tramite posta elettronica certificata (PEC). La posta ordinaria o la consegna a mano saranno ammesse solo per particolari allegati per i quali le procedure di digitalizzazione risultino essere troppo complesse.

In attesa di definire e sviluppare apposite funzioni, le richieste di servizi tramite gli Sportelli unici per le attività produttive (Suap) e quelle relative al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) continueranno a essere inoltrate via PEC all’Unità operativa territoriale Inail competente. In alternativa, le strutture del Miur potranno avvalersi di consulenti tecnici per l’inoltro tramite Civa.

Per utilizzare l’applicativo Civa sarà necessario essere registrati al portale Inail e accedere utilizzando uno dei profili a disposizione, ai quali è stato aggiunto quello di “consulente per le attrezzature e impianti”.

Con l’avvio del nuovo servizio telematico, cambiano anche le procedure di pagamento delle prestazioni richieste. Il sistema “pagoPA”, infatti, mette a disposizione diversi canali, come home banking e PayPal, e consente l’abbinamento immediato della somma pagata con il servizio erogato. Grazie a un’apposita funzione presente sull’applicativo, durante la fase di transizione al nuovo sistema sarà comunque possibile inserire un pagamento già effettuato attraverso i canali tradizionali.

Per ulteriori informazioni, oltre al manuale utente pubblicato nell’area supporto del portale dell’Istituto, sono disponibili il servizio telematico “Inail risponde”, che può fornire assistenza durante l’utilizzo dei servizi online, e il Contact center telefonico, raggiungibile dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 9-18, al numero 06.6001.

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