04/01/2024

Formazione del preposto: quinquennale o biennale?

La legislazione talvolta risulta poco chiara e spesso non viene attentamente esaminata. Torniamo ora sulla questione della frequenza con cui il preposto dovrebbe aggiornarsi, soprattutto in seguito alle modifiche apportate al Decreto Legislativo 81/08. La questione che ancora affligge molti è la seguente: il preposto dovrebbe effettuare gli aggiornamenti ogni 2 anni o ogni 5 anni?

 

IL CONTESTO NORMATIVO

La formazione del preposto: i riferimenti normativi da considerare

Nel contesto della sicurezza sul lavoro, la figura del preposto riveste un ruolo di fondamentale importanza. Affinché tale ruolo possa essere svolto in maniera adeguata e sicura, è necessario fare riferimento a diversi riferimenti normativi che ne regolamentano la formazione. In particolare, tre sono le fonti normative da considerare: il D.Lgs. 81/08, la Legge di Conversione n. 215/2021 e il nuovo Accordo Stato Regioni.

La Legge di Conversione n. 215/2021 ha introdotto importanti modifiche al D.Lgs. 81/08, tra cui alcune riguardanti proprio la figura del preposto e la sua formazione. In particolare, è stato inserito il comma 7-ter all’articolo 37 del D.Lgs. 81/08, che stabilisce le modalità di formazione e aggiornamento dei preposti.

Secondo il comma 7-ter, al fine di garantire l’adeguatezza e la specificità della formazione, nonché il suo aggiornamento periodico, le attività formative destinate ai preposti devono essere svolte interamente in modalità presenziale. Inoltre, tali attività formative devono essere ripetute con cadenza almeno biennale e ogni qualvolta sia necessario a causa dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.

È importante sottolineare che il comma 7-ter fa riferimento al comma 7 dell’articolo 37, il quale richiama a sua volta il secondo periodo del comma 2. Quest’ultimo periodo fa esplicito riferimento a un nuovo accordo tra lo Stato e le Regioni sulla formazione del preposto, accordo che avrebbe dovuto essere adottato entro il 30 giugno 2022.

Tuttavia, come è noto a tutti, finora sono state pubblicate solo bozze più o meno ufficiali di questo nuovo Accordo sulla formazione. Pertanto, al momento attuale, non è ancora possibile fare riferimento a un testo definitivo e consolidato per quanto riguarda la formazione del preposto.

In conclusione, per fare il punto della situazione sulla formazione del preposto, è necessario considerare i tre riferimenti normativi sopra citati: il D.Lgs. 81/08, la Legge di Conversione n. 215/2021 e il nuovo Accordo Stato Regioni. Tuttavia, è importante tenere presente che quest’ultimo riferimento normativo non ha ancora assunto una forma definitiva e che si dovrà attendere ulteriori sviluppi per avere una piena chiarezza sulle modalità di formazione del preposto.

 

E SENZA IL NUOVO ACCORDO SULLA FORMAZIONE, COSA SI FA?

L’attuale mancanza di adozione del nuovo accordo Stato Regioni sulla formazione comporta una serie di conseguenze rilevanti per quanto concerne la normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro. In particolare, il secondo periodo del comma 2 dell’art. 37 del D.Lgs. 81/08, così come i successivi comma 7 e comma 7-ter dell’art. 37, perdono efficacia a causa di questa situazione.

Ciò significa che, al momento, non sono stati introdotti nuovi obblighi né entro la scadenza del 30 giugno 2022, né fino ad oggi. La data del 30 giugno non ha comportato alcun nuovo obbligo e nessun nuovo obbligo entrerà in vigore fino alla pubblicazione del nuovo accordo, che al momento è ancora una bozza ufficiosa.

L’obbligo di formazione in presenza e di aggiornamento biennale per i preposti sarà applicabile solo a partire dall’entrata in vigore del nuovo accordo Stato Regioni, con le tempistiche che saranno stabilite dallo stesso e che presumibilmente prevederanno un periodo transitorio.

È importante ribadire che, in assenza del nuovo accordo sulla formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro, rimangono in vigore i contenuti, le modalità e le periodicità previste dagli accordi esistenti. Pertanto, è fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione della situazione e adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro in conformità alle normative attualmente in vigore.

LA CIRCOLARE DELL’INL

Ma non lo ribadiamo solo noi…! Ad avvalorare questa lettura della norma era già intervenuto con tempestività anche l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) che, con la circolare n. 1/2022, della quale riportiamo di seguito un estratto significativo relativo al preposto: “In assenza del nuovo accordo dirigenti e preposti dovranno pertanto essere formati secondo quanto già previsto dal vigente accordo n. 221 del 21 dicembre 2011 adottato dalla Conferenza permanente ai sensi del primo periodo del comma 2 dell’art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008 e che non è stato interessato dalle modifiche introdotte dal D.L. n. 146/2021.”

E ancora “i nuovi obblighi in capo a tali soggetti (ndr: datore di lavoro, dirigenti e preposti), ivi comprese le modalità di adempimento richieste al preposto (formazione in presenza con cadenza almeno biennale), non potranno costituire elementi utili ai fini della adozione del provvedimento di prescrizione ai sensi del D.Lgs. n. 758/1994.”: in assenza del nuovo accordo restano in vigore le indicazioni contenute nei precedenti accordi tanto che non sono sanzionabili i nuovi obblighi per il preposto (formazione in presenza con cadenza almeno biennale).

 

IN CONCLUSIONE

Con l’avvicinarsi della data del 21 dicembre 2023, in cui si completeranno due anni dall’entrata in vigore della Legge di Conversione n. 215/2021, è importante considerare il futuro della formazione del preposto.

Attualmente, il riferimento per la formazione del preposto è l’Accordo Stato Regioni n. 221 del 21 dicembre 2011, che prevede una periodicità di aggiornamento quinquennale. Tuttavia, con l’attesa pubblicazione di un nuovo accordo Stato Regioni, sarà necessario capire come verrà calcolata la periodicità di formazione in futuro.

Si auspica che questo nuovo accordo preveda un periodo transitorio per permettere a tutti di conformarsi alla nuova disciplina. È importante rimanere aggiornati e pronti ad adattarsi ai cambiamenti normativi per garantire la sicurezza sul lavoro e la tutela dei lavoratori.

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