01/03/2024

La robotica collaborativa e le sfide per una collaborazione in sicurezza

Il fascicolo elaborato dall’INRS, l’ente francese di ricerca e sicurezza, esplora il settore in crescita della robotica collaborativa, dove robot e esseri umani operano a stretto contatto. Questo documento fornisce un’analisi dettagliata sulla sicurezza, sui pericoli e sui vantaggi che tale automazione comporta per i lavoratori.

 

Il contributo di David Tihay e Jean-Christophe Blaise, proveniente dal dipartimento di ingegneria per l’attrezzatura lavorativa dell’INRS, incluso nel dossier “HOMMES — ROBOTS: COLLABORER EN SÉCURITÉ” (Uomini – Robot: Collaborare in Sicurezza), si focalizza sulle sfide legate alla prevenzione dei rischi professionali nella robotica collaborativa. Questo documento è stato presentato in Francia dall’Institut National de Recherche et de Sécurité (INRS) per la prevenzione degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali e pubblicato nella rivista tecnica “Hygiène & sécurité du travail” (HST) numero 268 nel settembre 2022.

 

Il contributo, redatto in francese sotto il titolo “Robotique collaborative: les enjeux en prevention des risques professionnels”, mette in evidenza che la collaborazione tra uomini e robot, un concetto fondamentale nella robotica collaborativa industriale, porta con sé questioni importanti riguardanti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’articolo sottolinea l’importanza di affrontare questi temi in maniera approfondita per garantire che l’integrazione dei robot collaborativi nelle industrie non solamente aumenti l’efficienza e la produttività, ma si svolga anche in un contesto di lavoro sicuro e salutare per i lavoratori umani.

 

Il testo analizza vari gradi di interazione tra umani e robot, da una semplice coabitazione dello spazio lavorativo fino a una cooperazione fisica diretta, evidenziando i possibili pericoli per la sicurezza che possono emergere da queste interazioni, inclusi rischi meccanici, elettrici, tra gli altri, in ambienti di lavoro condivisi.

 

La relazione pone enfasi sulla necessità di un’azione preventiva e comprensiva in termini di sicurezza all’interno della robotica collaborativa. Ciò comprende la valutazione approfondita dei rischi e l’adozione di misure di protezione durante la progettazione e l’utilizzo di sistemi robotici collaborativi. In aggiunta, tale visione olistica abbraccia la formazione dei lavoratori per assicurarsi che siano capaci di interagire in modo sicuro con i robot e di gestire eventuali emergenze.

 

L’intento del fascicolo è di fornire una guida alle aziende per un’integrazione attenta e sicura della robotica collaborativa nei luoghi di lavoro, garantendo che i vantaggi in efficienza e produttività non vadano a discapito della salute e della sicurezza del personale.

 

L’evoluzione della tecnologia robotica ha introdotto una nuova terminologia nel campo dell’automazione e della sicurezza sul lavoro. La parola “cobot”, unione di “collaborativo” e “robot”, ha portato al termine “cobotica”, definendo un ramo della robotica che si occupa di robot ideati per collaborare con gli umani.

 

Le istituzioni preposte alle normative stanno lavorando per stabilire definizioni chiare e accurate per i cobot e il loro impiego. Questo è fondamentale per assicurare la sicurezza, l’uniformità e l’efficacia nell’implementazione di questi dispositivi in vari ambienti di lavoro.

 

Oltre al gergo tecnico, è vitale riconoscere che il concetto di collaborazione è essenzialmente legato all’uso dei cobot. Comunque, esistono differenti tipi di collaborazione, in base al livello di interazione tra uomo e robot. La letteratura propone di categorizzare i modelli di collaborazione nel modo seguente:

 

1. Condivisione dello spazio di lavoro

In questa configurazione, umani e robot svolgono compiti differenti ma possono necessitare di condividere lo stesso ambiente di lavoro, sia regolarmente che sporadicamente.

 

2. Collaborazione indiretta

In questo scenario, umani e cobot lavorano sulla stessa parte ma non simultaneamente. Ci sono turni alternati, con il robot attivo quando l’umano non è presente e viceversa.

 

3. Collaborazione diretta

Nella forma più integrata di collaborazione, umani e cobot operano contemporaneamente sullo stesso elemento, con il robot frequentemente impegnato a supportare l’operatore o a compiere attività ausiliarie.

 

Tali distinzioni sono cruciali per una corretta valutazione dei rischi e per l’elaborazione di sistemi di sicurezza e di protocolli operativi che considerino le specifiche interazioni tra umani e robot collaborativi. La sicurezza in questi contesti deve tener conto non solo dei rischi fisici e meccanici, ma anche della programmazione dei robot, dei sensori di sicurezza, dei protocolli in caso di emergenza e della formazione dei lavoratori per gestire la coesistenza e l’integrazione delle capacità umane con quelle dei cobot.

 

 

L’alleanza di due realtà come Framyx, specializzata nella sicurezza sul lavoro, e Auramentyx, esperta in algoritmi e software per robot collaborativi, ha elevato il grado di interazione tra uomini e robot ai massimi livelli.

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